| Content | CILINDRO EUROPEO CISA AP4 S
Il cilindro europeo CISA AP4 S assicura il massimo livello di sicurezza e un controllo rigoroso sulla duplicazione. Infatti, sia il cilindro che la chiave sono protetti da un solido brevetto. Di conseguenza, questo sistema garantisce una difesa efficace contro le principali tecniche di effrazione. In aggiunta a ciò, la duplicazione è consentita esclusivamente tramite Security Card. Pertanto, questo documento deve essere esibito in modo tassativo presso i CISA Solution Partner o, in alternativa, direttamente presso CISA.
Per quanto riguarda la struttura meccanica, grazie alla tecnologia Sigillo, dotata di un'anima in acciaio bimateriale, la resistenza a rottura ed estrazione aumenta del 40%.
Allo stesso modo, sul fronte degli attacchi dinamici, il sistema brevettato Bump Key Power (BKP) assicura una protezione efficiente contro il bumping.
Successivamente, anche la manipolazione fine è ostacolata in modo ottimale. Questo avviene nello specifico grazie ai controperni flottanti brevettati, i quali forniscono una protezione avanzata contro il picking.
Inoltre, la chiave è dotata di un marchio di forma registrato. Per mezzo di questa tutela legale, il sistema protegge nel tempo la duplicazione dei modelli AP4 S e AP3 S. Dunque, questa particolarità garantisce persino la compatibilità retroattiva con la versione precedente AP3 S.
Infine, il cilindro europeo CISA AP4 S integra al suo interno dei componenti brevettati speciali. Questi elementi, in particolare, sono progettati appositamente per bloccare anche i decoder più sofisticati, come ad esempio quelli comunemente denominati “Topolino”.
UNA CHIAVE UNICA PER PIÙ ACCESSI
Con il sistema One Key, è possibile aprire più porte utilizzando la stessa chiave (KA) oppure gestire accessi multipli attraverso configurazioni CE, MK o GMK. Questa soluzione pratica permette di ridurre il numero di chiavi necessarie senza compromettere la sicurezza complessiva.
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IL TEMPO FA LA DIFFERENZA
Più tempo impiegano i ladri nel tentativo di forzare una porta, maggiori sono le probabilità che desistano. Per questo motivo, scegliere il cilindro giusto è fondamentale. AP4 S è stato testato contro le principali tecniche di effrazione e rispetta i più elevati standard di resistenza definiti dalla normativa europea EN 1303:2015. |
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CHIAVI DI CASA AL SICURO
Anche la chiave è fondamentale per garantire la sicurezza: è importante conoscere quante copie esistono e chi ne è in possesso per evitare accessi non autorizzati. La chiave CISA ONE KEY è protetta e accompagnata da una Security Card, che consente di richiedere un duplicato solo presentandola presso un centro autorizzato CISA. |
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DIMENTICA I MAZZI DI CHIAVI INGOMBRANTI
Gestisci i tuoi accessi in modo semplice e comodo: con CISA ONE KEY puoi aprire più porte, cancelli e garage con una sola chiave, scegliendo chi può entrare. Rendi le tue chiavi uniche e facilmente identificabili grazie agli inserti colorati disponibili in 15 diverse varianti. |
CILINDRO
SICUREZZA
Resistenza agli attacchi
Il cilindro offre un livello superiore di protezione contro le più comuni tecniche di effrazione. Infatti, questo importante risultato è possibile grazie a soluzioni tecnologiche avanzate e brevetti esclusivi:
- In primo luogo, si riscontra una maggiore resistenza alla rottura e all’estrazione grazie alla tecnologia SIGILLO. Nello specifico, il sistema è composto da un pacco lamellare bimateriale in acciaio temprato. Inoltre, è presente una lamella centrale in acciaio inox. Di conseguenza, questa struttura è visibile su entrambi i lati del cilindro, in modo da assicurare un effetto deterrente immediato.
- Allo stesso modo, il Brevetto BKP – PCT/WO2007/074163A1 tutela il sistema brevettato Bump Key Power. Per mezzo di questo dispositivo, il meccanismo garantisce una protezione certificata contro gli attacchi con bumping.
- Successivamente, troviamo il Brevetto PCT/IT2016/000093. Questo introduce l’utilizzo di nuovi controperni flottanti. Pertanto, tali componenti assicurano una difesa efficace contro il picking, ostacolando così anche le manipolazioni più raffinate.
- Per quanto riguarda gli attacchi distruttivi, è presente una protezione certificata contro il trapano. Questa sicurezza è determinata da una cifratura interna realizzata in acciaio cementato. Dunque, l'intero blocco resiste alla perforazione in modo eccellente.
- Infine, il prodotto offre un'elevata resistenza anche a tecniche come impressione e utilizzo di cera. Questo avviene precisamente grazie a una configurazione specifica delle molle interne, le quali sono progettate appositamente per impedire la rilevazione del profilo.
SPECIFICHE TECNICHE DEL CILINDRO
- In primo luogo, il dispositivo presenta un sistema di cifratura con 12 perni totali. Nello specifico, la struttura interna prevede 6 attivi e 5 passivi. A questi si aggiunge, inoltre, 1 perno di brevetto studiato appositamente per garantire una maggiore sicurezza.
- Per quanto riguarda la struttura portante, il corpo è realizzato in ottone. Questo elemento, in particolare, è integrato con un pacco lamellare lungo tutta la lunghezza del cilindro. Tuttavia, fanno eccezione a questa regola costruttiva le versioni speciali, i mezzi cilindri e i modelli da applicare.
- Allo stesso modo, anche i cilindretti sono realizzati in ottone. Di conseguenza, questa accurata scelta materica serve proprio per garantire la massima precisione e una lunga durata nel tempo.
- Successivamente, sul piano meccanico, troviamo la camma frizionata DIN. Questo specifico componente è costruito in acciaio sinterizzato autolubrificante. Pertanto, il meccanismo assicura un funzionamento sempre fluido e affidabile.
- Per quanto riguarda i componenti interni di bloccaggio, sia i perni che i controperni sono in acciaio cementato. Dunque, tali elementi sono progettati specificamente per resistere all’usura e agli attacchi fisici esterni.
- In aggiunta a ciò, le molle sono prodotte in bronzo fosforoso e acciaio. Questa combinazione combinata serve specificamente per assicurare una pressione costante e lineare nel corso del tempo.
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Infine, la durabilità del sistema è testata fino a 100.000 cicli continui. Pertanto, l'intero blocco risulta perfettamente conforme alla norma EN 1303:2015 – Grado 6, la quale rappresenta in assoluto il massimo livello previsto per la durata.
CHIAVI
SICUREZZA
Protezione legata alla chiave
- Brevetto PCT/IT2013/000297 – AP4: la duplicazione è protetta grazie alla tecnologia AP4 System, disponibile esclusivamente presso i CISA Solution Partner o direttamente presso CISA, per garantire il massimo controllo.
- Marchio tridimensionale registrato (n. 1276648): tutela la forma unica della chiave, rendendone impossibile la riproduzione non autorizzata.
- Elemento mobile brevettato: protegge dalla clonazione anche con tecniche avanzate, offrendo una tutela illimitata nel tempo.
- Security Card: indispensabile per ottenere duplicati autorizzati, solo tramite centri convenzionati, assicurando così il pieno controllo su ogni copia.
- Sistema di cifratura avanzato con 11 perni su 3 file, progettato per supportare impianti complessi e strutturati.
- Eccellente potenzialità di gestione accessi: fino a 132.000 cilindri differenti gestibili con una sola chiave maestra.
Una chiave che garantisce non solo accesso, ma anche tranquillità e sicurezza nel tempo.
CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA CHIAVE
- Chiave piatta a inserimento reversibile, per un utilizzo pratico e immediato.
- Realizzata in alpacca, materiale noto per la sua elevata resistenza e durata nel tempo.
- Codice identificativo inciso sulla testa, per una rapida identificazione.
- Spessore: 2,9 mm – Passo: 0,48 mm, per garantire precisione e sicurezza.
- Compatibile con borchie di protezione, per una maggiore resistenza agli attacchi.
- Personalizzabile nella testa grazie a inserti disponibili in 15 colori, per distinguere facilmente le chiavi e adattarle al proprio stile.
FINITURE DISPONIBILI
Finitura standard:
- Ottone satinato nichelato (fin. 12)
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Finitura su richiesta:
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Per ulteriori dettagli tecnici e informazioni complete, scarica la BROCHURE del cilindro AP4 S. |
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
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Caratteristiche tecniche: Ossigeno: K classe riduttore 3 - P2 pressione di esercizio 10 bar - Q1 erogazione tipo 30 m³/h Acetilene:K classe riduttore 2 - P2 pressione di esercizio <1,5 bar - Q1 erogazione tipo 5 m³/h Propano: K classe riduttore 1 - P2 pressione di esercizio 4 bar - Q1 erogazione tipo 5 m³/h Azoto: K classe riduttore 3 - P2 pressione di esercizio 10 bar - Q1 erogazione tipo 30 m³/h CO2 - Argon - Mix: K classe riduttore 1 - P2 pressione di esercizio 4 bar - Q1 erogazione tipo <1,5 m³/h ATTACCO LATERALE COMANDO VERTICALE MANOMETRI Ø 63 USCITA ⅜ " Gas
Tutti i nostri riduttori per ossigeno hanno superato con successo la prova di incendiabilità prevista dalla norma ISO 2503
| Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Disco Lamellare ceramicato Z40 mm 115 ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice.
Su acciaio inossidabile questi dischi durano dal 50% al 200% più a lungo di un disco lamellare tradizionale.
Confezione minima forgiabile 20 pezzi | Bombole Ossigeno in Noleggio fornibile per Roma e provincia
Industria alimentare e delle bevande
Nell’industria alimentare e delle bevande, l’ossigeno è impiegato:
- per il confezionamento in atmosfera protettiva
- per l’ossigenzazione in vasche negli allevamenti ittici
- come ozono, per la disinfestazione e sterilizzazione nei processi di lavorazione industriali.
Lavorazione e produzione dei metalli
Nella lavorazione e produzione dei metalli, l’ossigeno è impiegato:
- per sostituire o arricchire l’aria, aumentando la temperatura di combustione (produzione dei metalli sia ferrosi sia non ferrosi)
- per creare una fiamma rovente nei cannelli di saldatura ad alta temperatura utilizzati nel taglio e nella saldatura
- per supportare le operazioni di taglio oxyfuel
- quale gas di protezione.
Industria chimica
Nell’industria chimica, l’ossigeno è impiegato:
- per alterare la struttura delle materie prime tramite l’ossidazione, producendo acido nitrico, ossido di etilene, ossido di propilene, monomero di cloruro di vinile e altre sostanze chimiche in blocco
- per aumentare la capacità e l’efficienza di distruzione degli inceneritori dei rifiuti.
Industria della carta
Nell’industria della carta, l’ossigeno è impiegato:
- per effettuare una serie di processi di fabbricazione compresi la delignificazione, la sbiancatura, l’estrazione dell’ossido, il recupero chimico, l’ossidazione di liquido bianco/nero e l’arricchimento dei forni di calce nel rispetto dell’ambiente.
Fabbricazione del vetro
Nella fabbricazione del vetro, l’ossigeno è impiegato:
- per aumentare l’efficienza di combustione nei forni da vetro e a suola, riducendo le emissioni di ossido di azoto (NOx).
Industria petrolifera
Nell’industria petrolifera, l’ossigeno è impiegato:
- per ridurre la viscosità e migliorare lo scorrimento nei pozzi di petrolio e gas
- per aumentare la capacità degli impianti di cracking catalitico del fluido e per facilitare l’utilizzo delle materie prime più pesanti
- per ridurre le emissioni di zolfo nelle raffinerie.
Trattamento delle acque
L’ossigeno viene impiegato per il trattamento delle acque di processo e la depurazione delle acque reflue.
Produzione di energia
Nella produzione di energia, l’ossigeno è impiegato:
- per trasformare il carbone in elettricità.
L’ossigeno, che costituisce circa il 21% dell’atmosfera terrestre, è indispensabile alla vita ed inoltre rende possibile la combustione.
Si tratta di uno degli elementi più abbondanti presenti sulla terra: l’85 per cento degli oceani ed il 46 per cento della crosta terrestre (rocce e minerali) è costituito da ossigeno, così come il 60 per cento del corpo umano.
L’ossigeno reagisce con tutti gli elementi, tranne i gas nobili, per formare composti detti ossidi. La capacità di reazione, ovvero il livello di ossidazione, varia a seconda degli elementi.
Per esempio, il magnesio si ossida molto rapidamente, infiammandosi spontaneamente nell’aria, mentre i metalli nobili, quali oro e platino, si ossidano solo se sottoposti a temperature molto elevate.
Sebbene l’ossigeno non sia di per sé un gas infiammabile, esso favorisce la combustione, facendo sì che tutti i materiali infiammabili in aria possano bruciare molto più intensamente. Queste proprietà di combustione giustificano il suo utilizzo in molte applicazioni industriali.
Caratteristiche tecniche
Prodotto: ossigeno
Formula chimica: O2
Aspetto: gas incolore
Odore: gas inodore
Limiti di infiammabilità in aria: non applicabile
Altre proprietà: poco solubile in acqua
Classificazione: Reagendo con altre sostanze questi prodotti possono facilmente ossidarsi o liberare ossigeno. Per tali motivi possono provocare o aggravare incendi di sostanze combustibili.
Precauzioni: evitare il contatto con materiali combustibili. |
Recensioni
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