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Fimet – Danimarca 1068/243
La manigliaFimet Danimarca 1068/243 rappresenta l’apice del minimalismo tecnico. Grazie all’utilizzo di rosette e bocchette “micro” con diametro di soli 22 mm, l’impatto visivo della ferramenta sulla porta è ridotto al minimo. Realizzata in solido Acciaio Inox AISI 304, questa maniglia è la scelta ideale per progetti architettonici moderni che ricercano linee pure e componenti quasi invisibili, garantendo al contempo la massima resistenza nel tempo.
La manigliaFimet Danimarca 1068/243 è progettata per chi desidera un’estetica rigorosa e priva di elementi superflui.
In primo luogo, il punto di forza di questa variante risiede nelle dimensioni estremamente contenute dei suoi supporti. La rosetta tonda principale, infatti, ha un diametro di soli 22 mm e uno spessore di appena 2 mm. Di conseguenza, la maniglia sembra innestarsi direttamente nel pannello della porta, così da valorizzare esclusivamente la geometria dell’impugnatura.
In aggiunta alla ricercatezza formale, la qualità costruttiva rispetta i più alti standard del Made in Italy. L’intero corpo della maniglia è inoltre prodotto in Acciaio Inox AISI 304, materiale celebre per la sua inattaccabilità dagli agenti esterni e la facilità di manutenzione. Contemporaneamente, l’impugnatura lineare mantiene le proporzioni ergonomiche della serie, con una lunghezza di 125 mm e una sezione di 10×20 mm. Mentre la sporgenza totale di 50 mm assicura una presa confortevole e bilanciata.
È fondamentale notare che, a causa del profilo ultra-sottile delle rosette, questo specifico modello non integra la molla di ritorno e non prevede la configurazione per foro WC. La scelta tecnica si focalizza interamente sulla pulizia visiva, coordinando la maniglia con bocchette per chiave (.B) larghe 25 mm o bocchette per cilindro (.Z) alte 40 mm. Ogni componente è studiato per mantenere una coerenza stilistica assoluta, riducendo l’ingombro della ferramenta.
Per concludere, la serie 1068/243 è proposta nelle finiture F60 Inox Satinato e FNO Nero Opaco RAL 9005.
In definitiva, scegliere questo modello significa optare per un dettaglio d’arredo che scompare visivamente per lasciare spazio alla qualità dell’acciaio e alla precisione delle forme.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Serie: Danimarca
Modello: 1068/243
Produttore: Fimet Handles
Materiale: Acciaio Inox AISI 304
Tipo Rosetta: Micro
Diametro Rosetta: 22 mm
Spessore Rosetta/Bocchette: 2 mm
Dimensioni Bocchetta Chiave: 25 x 25 mm
Altezza Bocchetta Cilindro: 40 mm
Lunghezza Impugnatura: 125 mm
Sporgenza (Profondità): 50 mm
Configurazioni Foro: Foro Chiave (.B), Foro Cilindro (.Z), Senza Bocchette
FINITURE DISPONIBILI
F60: Inox AISI 304 Satinato
FNO: Nero Opaco (RAL 9005)
*Più finiture a richiesta
NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Danimarca 1068/243 riportati sulla scheda tecnica.
La manigliaFimet Danimarca 1068/243 rappresenta l'apice del minimalismo tecnico. Grazie all'utilizzo di rosette e bocchette "micro" con diametro di soli 22 mm, l'impatto visivo della ferramenta sulla porta è ridotto al minimo. Realizzata in solido Acciaio Inox AISI 304, questa maniglia è la scelta ideale per progetti architettonici moderni che ricercano linee pure e componenti quasi invisibili, garantendo al contempo la massima resistenza nel tempo.
Riduttore di pressione per Ossigeno a 300 bar.
Ideale per equipaggiare unità di saldatura dove si richiedono robustezza ed elevata stabilità di erogazione. Realizzato per pressioni intermedie.
FORNITORI DI GAS INDUSTRIALI TECNICI
E ALIMENTARI PER ROMA E PROVINCIA
Content
MANIGLIA FIMET DANIMARCA 1068/243
La manigliaFimet Danimarca 1068/243 è progettata per chi desidera un'estetica rigorosa e priva di elementi superflui.
In primo luogo, il punto di forza di questa variante risiede nelle dimensioni estremamente contenute dei suoi supporti. La rosetta tonda principale, infatti, ha un diametro di soli 22 mm e uno spessore di appena 2 mm. Di conseguenza, la maniglia sembra innestarsi direttamente nel pannello della porta, così da valorizzare esclusivamente la geometria dell'impugnatura.
In aggiunta alla ricercatezza formale, la qualità costruttiva rispetta i più alti standard del Made in Italy. L'intero corpo della maniglia è inoltre prodotto in Acciaio Inox AISI 304, materiale celebre per la sua inattaccabilità dagli agenti esterni e la facilità di manutenzione. Contemporaneamente, l'impugnatura lineare mantiene le proporzioni ergonomiche della serie, con una lunghezza di 125 mm e una sezione di 10x20 mm. Mentre la sporgenza totale di 50 mm assicura una presa confortevole e bilanciata.
È fondamentale notare che, a causa del profilo ultra-sottile delle rosette, questo specifico modello non integra la molla di ritorno e non prevede la configurazione per foro WC. La scelta tecnica si focalizza interamente sulla pulizia visiva, coordinando la maniglia con bocchette per chiave (.B) larghe 25 mm o bocchette per cilindro (.Z) alte 40 mm. Ogni componente è studiato per mantenere una coerenza stilistica assoluta, riducendo l'ingombro della ferramenta.
Per concludere, la serie 1068/243 è proposta nelle finiture F60 Inox Satinato e FNO Nero Opaco RAL 9005.
In definitiva, scegliere questo modello significa optare per un dettaglio d'arredo che scompare visivamente per lasciare spazio alla qualità dell'acciaio e alla precisione delle forme.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Serie: Danimarca
Modello: 1068/243
Produttore: Fimet Handles
Materiale: Acciaio Inox AISI 304
Tipo Rosetta: Micro
Diametro Rosetta: 22 mm
Spessore Rosetta/Bocchette: 2 mm
Dimensioni Bocchetta Chiave: 25 x 25 mm
Altezza Bocchetta Cilindro: 40 mm
Lunghezza Impugnatura: 125 mm
Sporgenza (Profondità): 50 mm
Configurazioni Foro: Foro Chiave (.B), Foro Cilindro (.Z), Senza Bocchette
FINITURE DISPONIBILI
F60: Inox AISI 304 Satinato
FNO: Nero Opaco (RAL 9005)
*Più finiture a richiestaNB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Danimarca 1068/243 riportati sulla scheda tecnica.Visualizza la SCHEDA TECNICA
I riduttori di pressione per Ossigeno MAXY Smart sono estremamente affidabili e dai costi contenuti, progettati e costruiti in totale conformità alla norma EN ISO 2503 per garantire un accurato e sicuro utilizzo dei gas anche alle basse pressioni. Questi riduttori di pressione per ossigeno dotati di valvola di scarico automatico delle sovrapressioni e di filtro in bronzo sinterizzato in ingresso alla capsula integrata. La regolazione della pressione è estremamente lineare e morbida grazie a una nuova manopola ergonomica. Il corpo del riduttore è in ottone, particolarmente curato nel design, decapato per poter durare nel tempo senza ossidazioni. Una struttura molto solida per un riduttore di pressione ossigeno a comando verticale ed attacco laterale, progettato e costruito per garantire un accurato e sicuro utilizzo dei gas. La manopola ergonomica permette al saldatore di regolare la fiamma nel corso delle operazioni di saldatura in modo tale che resti sempre neutra e riducente. Questi riduttori di pressione ossigeno sono particolarmente indicati per utilizzi gravosi di taglio nel settore della demolizione e nella siderurgia.
Maxy Smart
Riduttore di pressione ossigeno professionale e dai costi contenuti. Progettato e costruito per garantire un accurato e sicuro utilizzo dei gas.
Utilizzo
Realizzato per pressioni intermedie, consente un elevato risparmio di gas nella versione CO2.
Precisi, robusti, affidabili
Questi riduttori di pressione ossigeno consentono un'elevatissima affidabilità con soluzioni interne che garantiscono la praticità d'uso e la funzionalità alle massime erogazioni.
Caratteristiche tecniche:
Ossigeno: K classe riduttore 3 - P2 pressione di esercizio 10 bar - Q1 erogazione tipo 30 m³/h Acetilene: K classe riduttore 2 - P2 pressione di esercizio <1,5 bar - Q1 erogazione tipo 5 m³/h Propano: K classe riduttore 1 - P2 pressione di esercizio 4 bar - Q1 erogazione tipo 5 m³/h Azoto: K classe riduttore 3 - P2 pressione di esercizio 10 bar - Q1 erogazione tipo 30 m³/h CO2 - Argon - Mix: K classe riduttore 1 - P2 pressione di esercizio 4 bar - Q1 erogazione tipo <1,5 m³/h
Tutti i nostri riduttori per ossigeno hanno superato con successo la prova di incendiabilità prevista dalla norma ISO 2503
FORNITORI DI GAS INDUSTRIALI TECNICI ED ALIMENTARI PER ROMA E PROVINCIA
Svariate sono le possibilità di impiego dei GPL. In campo industriale vengono utilizzazti per effetuare: i trattamenti termici e il taglio di materiali ferrosi, per l'essiccazione dei cereali, per la disidratazione dei prodotti cartacei, per la produzione dei manufatti in vetro ecc... Tuttavia le applicazione più frequenti sono quelle del riscaldamento di ambienti civili, industriali e agricoli. In tutte queste applicazioni, come stoccaggio del GPL vengono impiegati i piccoli serbatoi che posso essere fuori terra e/o interrati. Gli interrati sono il sistema più innovativo per lo stoccaggio del GPL e consentono un'istallazione non visibile e che richiede minori spazi. La sicurezza continua ad essere garantita nel tempo grazie all'alto grado di anticorrosione del serbatoio verniciato con un particolare trattamento.
I GPL offrono, per le loro particolari caratteristiche chimico-fisiche, un rendimetno energetico assai elevato, tale da permettere non soltanto considerevoli miglioramenti nei cicli di lavoro ma anche l'applicazione e lo sviluppo di nuove tecniche produttive non realizzabili con altri tipi di combustibili.
L'elevato potere calorifero dei GPL in fase gas, conferisce loro il grande vantaggio di poter accumulare, in un piccolo volume, grandi quantitativi di energia. Possiamo inoltre sostenere che l'uso del GPL migliora la qualità della vita grazie alla combustione estremamente pulita che garantisce il rispetto dell'ambiente.
Il propano è un idrocarburoalifatico appartenente alla serie degli alcani. Si ottiene per distillazione frazionata dal petrolio e dal gas naturale.
A temperatura e pressione ambiente è un gas incolore e inodore, essendo tuttavia facile da liquefare, viene usato come carburante per automobili e come combustibile, sia per usi domestici che industriali, nonché per alimentare fornelli e lampade da campeggio.
Usato come combustibile, è più noto come GPL (gas di petrolio liquefatto), il GPL è infatti una miscela di propano impuro di propene, butano e butene, spesso odorizzata con etantiolo per renderne facile il rilevamento in caso di fuga o di perdita.
Come carburante per autotrazione, è miscelato con butano ed altri idrocarburi (il cosiddetto "mix auto") e non viene odorizzato, per non sporcare il polmone dell'impianto GPL dell'automobile.
Trova impiego anche come propellente per spray e, identificato con la sigla R290, come fluido refrigerante, anche se il suo principale utilizzo industriale è la produzione di prodotti chimici di base.
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
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ASPETTO: Crema color bianco ghiaccio, profumazione lavanda.
Linea Blanca Extra Fluida è disponibile nella LINEA 3T.
ASPETTO: Crema densa di colore nocciola, profumo fiorito fruttato.
MacroCream è disponibile anche nella versione Ecolabel.
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Disco ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice.
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Confezione minima fornibile 20 pezzi
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