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Fimet – Kubo 1317/STG

Il maniglione Fimet Kubo 1317/STG incarna il rigore del design contemporaneo applicato ai grandi serramenti e agli ingressi di prestigio. Realizzato in alluminio di alta qualità, questo modello si distingue per la sua finitura distintiva in Nero opaco (FNO) e per il profilo geometrico netto. Disponibile nelle lunghezze totali di 280 mm e 480 mm, il maniglione Kubo STG offre una soluzione robusta e di grande impatto visivo, garantendo la qualità superiore del vero Made in Italy per ogni progetto architettonico.

COD: 1317.STG Categorie: , ,
Brands:

Descrizione

MANIGLIONE CON SUPPORTI DRITTI FIMET KUBO 1317/STG

Scegliere il maniglione Fimet Kubo 1317/STG significa integrare un elemento di forza visiva e strutturale sulla propria porta, puntando su un’estetica che non accetta compromessi.

Innanzitutto, il prodotto viene fabbricato interamente in alluminio, un materiale che assicura una notevole leggerezza pur mantenendo una rigidità strutturale ideale per i maniglioni di queste dimensioni. Proprio grazie alla qualità di questa lega metallica, il componente garantisce una resistenza ottimale nel tempo e una manutenzione estremamente ridotta. Di conseguenza, il modello Kubo STG si rivela la scelta perfetta per ingressi residenziali prestigiosi o per uffici che richiedono un’immagine contemporanea e ordinata. Oltre a ciò, la precisione delle lavorazioni Fimet permette di ottenere spigoli vivi e superfici piane impeccabili. Pertanto, la qualità percepita al tatto e alla vista risulta immediatamente superiore rispetto ai prodotti standard di mercato. Allo stesso tempo, il design si sposa con le tendenze architettoniche più recenti che prediligono i toni scuri e opachi.
In secondo luogo, la caratteristica fondamentale che emerge chiaramente riguarda la diversificazione delle misure disponibili. La gamma offre infatti due varianti studiate per adattarsi a diverse altezze di serramento e necessità estetiche. La prima versione ha una lunghezza totale di 280 mm, ideale per un look più compatto e discreto. Al contrario, per chi desidera un segno grafico più slanciato e imponente, è disponibile la variante da 480 mm di lunghezza complessiva. Entrambi i modelli condividono un’impugnatura solida con sezione da 22 x 22 mm, garantendo una presa ergonomica e sicura. Inoltre, la sporgenza totale di 65 mm è stata calcolata con precisione per offrire uno spazio di presa confortevole, evitando qualsiasi contatto accidentale con la superficie del pannello della porta.
Per quanto riguarda l’aspetto cromatico, il maniglione viene proposto nella finitura di punta Nero opaco (FNO), un colore tecnico estremamente attuale e versatile. Questa colorazione risulta perfetta per progetti dal carattere industrial o minimale, specialmente se abbinata a serramenti in legno naturale o profili metallici. Oltre a questa versione principale, sono comunque disponibili altre finiture a richiesta per soddisfare specifiche esigenze di capitolato o personalizzazioni particolari. Sotto questo particolare aspetto, la coerenza materica con le altre maniglie della serie Kubo permette di creare un coordinamento totale tra porte interne, finestre e ingressi principali. Di conseguenza, l’intero progetto architettonico guadagna in termini di armonia e rigore stilistico. Proprio per questo motivo, il maniglione STG rimane uno dei prodotti più apprezzati da professionisti e progettisti esperti.

In conclusione, il Fimet Kubo 1317/STG è la sintesi perfetta tra funzionalità tecnica e avanguardia estetica. La disponibilità delle due lunghezze da 280 mm e 480 mm e la robustezza del fissaggio lo rendono un accessorio versatile per ogni esigenza. In ultima analisi, scegliere questo maniglione significa affidarsi alla tradizione manifatturiera italiana per valorizzare il punto di accesso principale di ogni edificio. Pertanto, l’investimento in questo modello assicura una soddisfazione estetica e funzionale destinata a durare per molti anni.

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Serie: Kubo
  • Modello: 1317/STG
  • Produttore: Fimet Handles
  • Materiale: Alluminio
  • Sezione Impugnatura: 22 x 22 mm
  • Sporgenza/Proiezione: 65 mm
  • Lunghezze Totali Disponibili: 
    – 280 mm
    – 480 mm
  • Installazione: Singola o Coppia (Kit di fissaggio da definire in base al supporto)

FINITURE DISPONIBILI

    • FNO: Nero opaco (RAL 9005)

*Più finiture a richiesta

NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Kubo 1317/STG riportati sulla scheda tecnica.

Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/681dc87d55a1487af4d38409_Fimet_Kubo.pdf

Informazioni aggiuntive

Finitura

Nero opaco (RAL 9005)

Lunghezza

280 mm, 480 mm

Recensioni

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Quick Comparison

SettingsFimet - Kubo 1317/STG removeDisco Troncatore sottile 115 x 1,6 removeDisco troncatore sottile 115 x 1,0 removeSapone liquido HACCP 1000 ml removeDischi abrasivi per molatura Pegatec mm. 125 x 6,4 removeDischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 remove
NameFimet - Kubo 1317/STG removeDisco Troncatore sottile 115 x 1,6 removeDisco troncatore sottile 115 x 1,0 removeSapone liquido HACCP 1000 ml removeDischi abrasivi per molatura Pegatec mm. 125 x 6,4 removeDischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 remove
ImageDisco Pegatec 115Disco Pegatec 115Disco pegatec 125dischi troncatori 125 x 3.2
SKU1317.STG8041115160087780271256480421253
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DescriptionIl maniglione Fimet Kubo 1317/STG incarna il rigore del design contemporaneo applicato ai grandi serramenti e agli ingressi di prestigio. Realizzato in alluminio di alta qualità, questo modello si distingue per la sua finitura distintiva in Nero opaco (FNO) e per il profilo geometrico netto. Disponibile nelle lunghezze totali di 280 mm e 480 mm, il maniglione Kubo STG offre una soluzione robusta e di grande impatto visivo, garantendo la qualità superiore del vero Made in Italy per ogni progetto architettonico.  
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MANIGLIONE CON SUPPORTI DRITTI FIMET KUBO 1317/STG

Scegliere il maniglione Fimet Kubo 1317/STG significa integrare un elemento di forza visiva e strutturale sulla propria porta, puntando su un'estetica che non accetta compromessi.

Innanzitutto, il prodotto viene fabbricato interamente in alluminio, un materiale che assicura una notevole leggerezza pur mantenendo una rigidità strutturale ideale per i maniglioni di queste dimensioni. Proprio grazie alla qualità di questa lega metallica, il componente garantisce una resistenza ottimale nel tempo e una manutenzione estremamente ridotta. Di conseguenza, il modello Kubo STG si rivela la scelta perfetta per ingressi residenziali prestigiosi o per uffici che richiedono un'immagine contemporanea e ordinata. Oltre a ciò, la precisione delle lavorazioni Fimet permette di ottenere spigoli vivi e superfici piane impeccabili. Pertanto, la qualità percepita al tatto e alla vista risulta immediatamente superiore rispetto ai prodotti standard di mercato. Allo stesso tempo, il design si sposa con le tendenze architettoniche più recenti che prediligono i toni scuri e opachi. In secondo luogo, la caratteristica fondamentale che emerge chiaramente riguarda la diversificazione delle misure disponibili. La gamma offre infatti due varianti studiate per adattarsi a diverse altezze di serramento e necessità estetiche. La prima versione ha una lunghezza totale di 280 mm, ideale per un look più compatto e discreto. Al contrario, per chi desidera un segno grafico più slanciato e imponente, è disponibile la variante da 480 mm di lunghezza complessiva. Entrambi i modelli condividono un'impugnatura solida con sezione da 22 x 22 mm, garantendo una presa ergonomica e sicura. Inoltre, la sporgenza totale di 65 mm è stata calcolata con precisione per offrire uno spazio di presa confortevole, evitando qualsiasi contatto accidentale con la superficie del pannello della porta. Per quanto riguarda l'aspetto cromatico, il maniglione viene proposto nella finitura di punta Nero opaco (FNO), un colore tecnico estremamente attuale e versatile. Questa colorazione risulta perfetta per progetti dal carattere industrial o minimale, specialmente se abbinata a serramenti in legno naturale o profili metallici. Oltre a questa versione principale, sono comunque disponibili altre finiture a richiesta per soddisfare specifiche esigenze di capitolato o personalizzazioni particolari. Sotto questo particolare aspetto, la coerenza materica con le altre maniglie della serie Kubo permette di creare un coordinamento totale tra porte interne, finestre e ingressi principali. Di conseguenza, l'intero progetto architettonico guadagna in termini di armonia e rigore stilistico. Proprio per questo motivo, il maniglione STG rimane uno dei prodotti più apprezzati da professionisti e progettisti esperti.

In conclusione, il Fimet Kubo 1317/STG è la sintesi perfetta tra funzionalità tecnica e avanguardia estetica. La disponibilità delle due lunghezze da 280 mm e 480 mm e la robustezza del fissaggio lo rendono un accessorio versatile per ogni esigenza. In ultima analisi, scegliere questo maniglione significa affidarsi alla tradizione manifatturiera italiana per valorizzare il punto di accesso principale di ogni edificio. Pertanto, l'investimento in questo modello assicura una soddisfazione estetica e funzionale destinata a durare per molti anni.

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Serie: Kubo
  • Modello: 1317/STG
  • Produttore: Fimet Handles
  • Materiale: Alluminio
  • Sezione Impugnatura: 22 x 22 mm
  • Sporgenza/Proiezione: 65 mm
  • Lunghezze Totali Disponibili:  - 280 mm - 480 mm
  • Installazione: Singola o Coppia (Kit di fissaggio da definire in base al supporto)

FINITURE DISPONIBILI
    • FNO: Nero opaco (RAL 9005)

*Più finiture a richiesta

NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Kubo 1317/STG riportati sulla scheda tecnica.
Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/681dc87d55a1487af4d38409_Fimet_Kubo.pdf
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Disco Troncatore sottile 115 x 1,6 ad alta velocità, serie economica, consigliato su Acciai al Carbonio (ferro) Indicato su tubazioni di spessore sottile, su barre, su lamiere Questo disco, per motivi di sicurezza,  deve essere utilizzato solo in operazioni di Taglio e non di Molatura o Sbavo Confezioni singole da 50 Pezzi in scatole da 400 PezziGli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Disco troncatore sottile 115 x 1,0 ad alta velocità, serie economica, consigliato su Acciai al Carbonio (ferro) Indicato su tubazioni di spessore sottile, su barre, su lamiere Questo disco, per motivi di sicurezza,  deve essere utilizzato solo in operazioni di Taglio e non di Molatura o Sbavo Confezioni singole da 50 Pezzi in scatole da 800 PezziSapone liquido con un’efficace azione igienizzante, grazie alla presenza del Triclosan. Sendygien è nato per soddisfare le esigenze dei professionisti attivi in ambienti soggetti al controllo di igiene e qualità delle procedure HACCP, ad esempio nel settore alimentare e della ristorazione. E’ un prodotto essenziale, privo di coloranti e profumo, e per questo particolarmente delicato sulla pelle.  MODO D’USO: Erogare sulle mani asciutte la quantità desiderata di sapone, frizionare per qualche secondo, quindi risciacquare con acqua corrente. ASPETTO: Liquido denso trasparente, inodore.

Consigliato per

INDUSTRIA ALIMENTARE HACCP

Performance:

Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Dischi abrasivi per molatura Pegatec mm. 125 x 6,4 Prestazioni abrasive eccellenti, con alta stabilità nella molatura dei tubi. La miscela dei componenti abrasivi rende il disco eccellente nel rapporto prezzo/qualità. Questi dischi per molatura lavorano con estrema precisione anche per la pulizia delle saldatura d'angolo. Disponibili in diverse grane per ottenere diversi tipi di finiture. La capacità di asporto su una mola è determinata dalla durezza della mola stessa. Un disco per molatura morbido, è molto più aggressivo e veloce nell'asportazione del materiale. Una mola dura caratterizza una lunga durata, sopratutto se usata per i bordi, ma una capacità di asportazione inferiore Ideali sia su Acciaio ad alta resistenza, Acciai temprati, Acciai da costruzione, Acciai per utensili, Ghise grigie, Hardox. Uso improprio delle mole abrasive può causare rotture e seri incidenti per l'operatore. Seguire i consigli d'uso, usando occhiali, cuffie, e maschere di protezione Confezioni da 25 pz, in scatole da 100 pzGli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Ottimi questi Dischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 a centro depresso Pegatec per le prestazioni e la qualità. Confezioni da 40 pz in imballi offerta da 240 pz.
WeightN/AN/AN/AN/AN/AN/A
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
Additional information
Finitura

Nero opaco (RAL 9005)

Lunghezza

280 mm, 480 mm