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Fimet – Italia 1353/213

La maniglia Fimet Italia 1353/213, progettata dal designer Enrico Gallo, rappresenta l’evoluzione ultra-moderna della serie Italia. Questo modello si distingue per l’adozione di una rosetta quadrata ribassata con uno spessore di soli 5 mm. A differenza della versione standard, integra una sottorosetta in metallo che garantisce una stabilità strutturale superiore nonostante il profilo estremamente sottile. Realizzata in Zama di alta qualità, è la soluzione perfetta per chi desidera un’estetica minimale e filiforme, dove la maniglia sembra quasi fondersi con la superficie della porta senza rinunciare alla robustezza del Made in Italy.

Descrizione

MANIGLIA FIMET ITALIA 1353/213

Scegliere la maniglia Fimet Italia 1353/213 significa abbracciare una filosofia di design improntata al minimalismo estremo, senza però accettare compromessi sulla qualità meccanica.

Innanzitutto, l’azienda realizza questo componente utilizzando la Zama, una lega metallica che permette di coniugare resistenza e precisione nelle forme squadrate. Proprio grazie alle proprietà di questo materiale, la maniglia mantiene una linea snella e spigoli definiti che non temono l’usura del tempo. Di conseguenza, il modello Italia 213 si inserisce con naturalezza in contesti architettonici dove il dettaglio tecnico deve essere tanto discreto quanto affidabile. Oltre a ciò, la firma di Enrico Gallo assicura un equilibrio proporzionale perfetto tra l’impugnatura e la base di fissaggio. Allo stesso tempo, la lavorazione superficiale garantisce una lucentezza e una durata delle finiture ai massimi livelli del settore.
In secondo luogo, l’elemento di rottura rispetto alle versioni classiche risiede nella rosetta ribassata da 5 mm. Effettivamente, questo spessore dimezzato rispetto allo standard da 10 mm conferisce alla porta un aspetto molto più slanciato e contemporaneo. Nonostante il profilo sottile, la solidità è assicurata dalla presenza di una sottorosetta in metallo, che sostituisce quella in plastica dei modelli base. Tale accorgimento tecnico non solo aumenta la vita utile del prodotto, ma offre pure una stabilità di montaggio superiore. Inoltre, l’impugnatura conserva una lunghezza di 135 mm e un’altezza di 11 mm, offrendo una presa sicura e confortevole. In questo modo, l’apertura risulta fluida, supportata da una proiezione totale di 55 mm.
Analizzando le opzioni di finitura, la serie Italia 1353/213 viene proposta in colorazioni studiate per esaltare il suo profilo sottile. Fimet propone infatti l’Antracite (F15), il Nickel satinato (F20) e il moderno Nero opaco (FNO). Naturalmente, non mancano le opzioni in Cromo lucido (F04) e Cromo satinato (F05). Sotto questo particolare aspetto, la versatilità è garantita dalla disponibilità di fori per Cilindro, Chiave e sistema WC. Proprio per questo motivo, è possibile uniformare lo stile di tutte le porte interne, garantendo una coerenza visiva eccezionale.

In conclusione, la Fimet Italia 1353/213 con rosetta da 5 mm è la scelta definitiva per chi cerca un design d’avanguardia supportato da componenti metallici di alta qualità. La riduzione dello spessore trasforma la maniglia in un segno grafico leggero sulla porta, elevando il valore estetico dell’intero ambiente. Proprio per questo motivo, essa rappresenta l’eccellenza manifatturiera italiana dedicata ai progetti più ambiziosi. In ultima analisi, questo modello dimostra come sia possibile innovare un classico attraverso piccoli, ma significativi, accorgimenti tecnici.

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Serie: Italia
  • Modello: 1353/213
  • Produttore: Fimet Handles
  • Design: Enrico Gallo
  • Materiale: Zama
  • Tipo di Rosetta: Quadrata con sottorosetta in metallo
  • Spessore Rosetta: 5 mm (Versione Ribassata)
  • Dimensioni Rosetta: 50 x 50 mm
  • Lunghezza Impugnatura: 135 mm
  • Altezza Impugnatura: 11 mm
  • Sporgenza/Proiezione: 55 mm
  • Fori disponibili: Cilindro, Chiave, WC

FINITURE DISPONIBILI

  • F04: Cromo lucido
  • F05: Cromo satinato
  • F15: Antracite
  • F20: Nickel satinato
  • FNO: Nero opaco (RAL 9005)

*Più finiture a richiesta.

NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Italia 1353/213 riportati sulla scheda tecnica.

Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/67ed5df86e9dac184ca6ab49_Fimet_Italia.pdf

Informazioni aggiuntive

Finitura

Cromo lucido, Cromo satinato, Antracite, Nickel satinato, Nero opaco (RAL 9005)

Foro

Cilindro, Chiave, Wc

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SettingsFimet - Italia 1353/213 removeDisco Troncatore PEGATEC 125 x 1,6 removeBombole Ossigeno in Noleggio Roma removeDischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 removeDisco Lamellare ceramicato Z60 mm 115 removeLavamani Inchiostro e Colori 250 ml remove
NameFimet - Italia 1353/213 removeDisco Troncatore PEGATEC 125 x 1,6 removeBombole Ossigeno in Noleggio Roma removeDischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 removeDisco Lamellare ceramicato Z60 mm 115 removeLavamani Inchiostro e Colori 250 ml remove
ImageDisco pegatec 125Bombole Ossigeno in noleggiodischi troncatori 125 x 3.2
SKU1353.2138041125168042125300048
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DescriptionLa maniglia Fimet Italia 1353/213, progettata dal designer Enrico Gallo, rappresenta l'evoluzione ultra-moderna della serie Italia. Questo modello si distingue per l'adozione di una rosetta quadrata ribassata con uno spessore di soli 5 mm. A differenza della versione standard, integra una sottorosetta in metallo che garantisce una stabilità strutturale superiore nonostante il profilo estremamente sottile. Realizzata in Zama di alta qualità, è la soluzione perfetta per chi desidera un'estetica minimale e filiforme, dove la maniglia sembra quasi fondersi con la superficie della porta senza rinunciare alla robustezza del Made in Italy.Bombole in noleggio per Roma e Provincia, di Ossigeno Industriale liquido e gassoso    

Cartone da 24 pezzi Prezzo indicato cadauno

Content

MANIGLIA FIMET ITALIA 1353/213

Scegliere la maniglia Fimet Italia 1353/213 significa abbracciare una filosofia di design improntata al minimalismo estremo, senza però accettare compromessi sulla qualità meccanica.

Innanzitutto, l'azienda realizza questo componente utilizzando la Zama, una lega metallica che permette di coniugare resistenza e precisione nelle forme squadrate. Proprio grazie alle proprietà di questo materiale, la maniglia mantiene una linea snella e spigoli definiti che non temono l'usura del tempo. Di conseguenza, il modello Italia 213 si inserisce con naturalezza in contesti architettonici dove il dettaglio tecnico deve essere tanto discreto quanto affidabile. Oltre a ciò, la firma di Enrico Gallo assicura un equilibrio proporzionale perfetto tra l'impugnatura e la base di fissaggio. Allo stesso tempo, la lavorazione superficiale garantisce una lucentezza e una durata delle finiture ai massimi livelli del settore. In secondo luogo, l'elemento di rottura rispetto alle versioni classiche risiede nella rosetta ribassata da 5 mm. Effettivamente, questo spessore dimezzato rispetto allo standard da 10 mm conferisce alla porta un aspetto molto più slanciato e contemporaneo. Nonostante il profilo sottile, la solidità è assicurata dalla presenza di una sottorosetta in metallo, che sostituisce quella in plastica dei modelli base. Tale accorgimento tecnico non solo aumenta la vita utile del prodotto, ma offre pure una stabilità di montaggio superiore. Inoltre, l'impugnatura conserva una lunghezza di 135 mm e un'altezza di 11 mm, offrendo una presa sicura e confortevole. In questo modo, l'apertura risulta fluida, supportata da una proiezione totale di 55 mm. Analizzando le opzioni di finitura, la serie Italia 1353/213 viene proposta in colorazioni studiate per esaltare il suo profilo sottile. Fimet propone infatti l'Antracite (F15), il Nickel satinato (F20) e il moderno Nero opaco (FNO). Naturalmente, non mancano le opzioni in Cromo lucido (F04) e Cromo satinato (F05). Sotto questo particolare aspetto, la versatilità è garantita dalla disponibilità di fori per Cilindro, Chiave e sistema WC. Proprio per questo motivo, è possibile uniformare lo stile di tutte le porte interne, garantendo una coerenza visiva eccezionale.

In conclusione, la Fimet Italia 1353/213 con rosetta da 5 mm è la scelta definitiva per chi cerca un design d'avanguardia supportato da componenti metallici di alta qualità. La riduzione dello spessore trasforma la maniglia in un segno grafico leggero sulla porta, elevando il valore estetico dell'intero ambiente. Proprio per questo motivo, essa rappresenta l'eccellenza manifatturiera italiana dedicata ai progetti più ambiziosi. In ultima analisi, questo modello dimostra come sia possibile innovare un classico attraverso piccoli, ma significativi, accorgimenti tecnici.

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Serie: Italia
  • Modello: 1353/213
  • Produttore: Fimet Handles
  • Design: Enrico Gallo
  • Materiale: Zama
  • Tipo di Rosetta: Quadrata con sottorosetta in metallo
  • Spessore Rosetta: 5 mm (Versione Ribassata)
  • Dimensioni Rosetta: 50 x 50 mm
  • Lunghezza Impugnatura: 135 mm
  • Altezza Impugnatura: 11 mm
  • Sporgenza/Proiezione: 55 mm
  • Fori disponibili: Cilindro, Chiave, WC

FINITURE DISPONIBILI
  • F04: Cromo lucido
  • F05: Cromo satinato
  • F15: Antracite
  • F20: Nickel satinato
  • FNO: Nero opaco (RAL 9005)

*Più finiture a richiesta. NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Italia 1353/213 riportati sulla scheda tecnica. Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/67ed5df86e9dac184ca6ab49_Fimet_Italia.pdf
Schermata 2015-01-06 alle 12.23.35           Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Disco Troncatore PEGATEC 125 x 1,6

Bombole Ossigeno in Noleggio fornibile per Roma e provincia

Industria alimentare e delle bevande Nell’industria alimentare e delle bevande, l’ossigeno è impiegato:
  • per il confezionamento in atmosfera protettiva
  • per l’ossigenzazione in vasche negli allevamenti ittici
  • come ozono, per la disinfestazione e sterilizzazione nei processi di lavorazione industriali.
Lavorazione e produzione dei metalli Nella lavorazione e produzione dei metalli, l’ossigeno è impiegato:
  • per sostituire o arricchire l’aria, aumentando la temperatura di combustione (produzione dei metalli sia ferrosi sia non ferrosi)
  • per creare una fiamma rovente nei cannelli di saldatura ad alta temperatura utilizzati nel taglio e nella saldatura
  • per supportare le operazioni di taglio oxyfuel
  • quale gas di protezione.
Industria chimica Nell’industria chimica, l’ossigeno è impiegato:
  • per alterare la struttura delle materie prime tramite l’ossidazione, producendo acido nitrico, ossido di etilene, ossido di propilene, monomero di cloruro di vinile e altre sostanze chimiche in blocco
  • per aumentare la capacità e l’efficienza di distruzione degli inceneritori dei rifiuti.
Industria della carta Nell’industria della carta, l’ossigeno è impiegato:
  • per effettuare una serie di processi di fabbricazione compresi la delignificazione, la sbiancatura, l’estrazione dell’ossido, il recupero chimico, l’ossidazione di liquido bianco/nero e l’arricchimento dei forni di calce nel rispetto dell’ambiente.
Fabbricazione del vetro Nella fabbricazione del vetro, l’ossigeno è impiegato:
  • per aumentare l’efficienza di combustione nei forni da vetro e a suola, riducendo le emissioni di ossido di azoto (NOx).
Industria petrolifera Nell’industria petrolifera, l’ossigeno è impiegato:
  • per ridurre la viscosità e migliorare lo scorrimento nei pozzi di petrolio e gas
  • per aumentare la capacità degli impianti di cracking catalitico del fluido e per facilitare l’utilizzo delle materie prime più pesanti
  • per ridurre le emissioni di zolfo nelle raffinerie.
Trattamento delle acque L’ossigeno viene impiegato per il trattamento delle acque di processo e la depurazione delle acque reflue. Produzione di energia Nella produzione di energia, l’ossigeno è impiegato:
  • per trasformare il carbone in elettricità.
L’ossigeno, che costituisce circa il 21% dell’atmosfera terrestre, è indispensabile alla vita ed inoltre rende possibile la combustione. Si tratta di uno degli elementi più abbondanti presenti sulla terra: l’85 per cento degli oceani ed il 46 per cento della crosta terrestre (rocce e minerali) è costituito da ossigeno, così come il 60 per cento del corpo umano. L’ossigeno reagisce con tutti gli elementi, tranne i gas nobili, per formare composti detti ossidi. La capacità di reazione, ovvero il livello di ossidazione, varia a seconda degli elementi. Per esempio, il magnesio si ossida molto rapidamente, infiammandosi spontaneamente nell’aria, mentre i metalli nobili, quali oro e platino, si ossidano solo se sottoposti a temperature molto elevate. Sebbene l’ossigeno non sia di per sé un gas infiammabile, esso favorisce la combustione, facendo sì che tutti i materiali infiammabili in aria possano bruciare molto più intensamente. Queste proprietà di combustione giustificano il suo utilizzo in molte applicazioni industriali. Caratteristiche tecniche Prodotto: ossigeno Formula chimica: O2 Aspetto: gas incolore Odore: gas inodore Limiti di infiammabilità in aria: non applicabile Altre proprietà: poco solubile in acqua Classificazione: Reagendo con altre sostanze questi prodotti possono facilmente ossidarsi o liberare ossigeno. Per tali motivi possono provocare o aggravare incendi di sostanze combustibili. Precauzioni: evitare il contatto con materiali combustibili.
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Ottimi questi Dischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 a centro depresso Pegatec per le prestazioni e la qualità. Confezioni da 40 pz in imballi offerta da 240 pz.Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Disco Lamellare ceramicato Z60 mm 115 ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice. Su acciaio inossidabile questi dischi durano dal 50% al 200% più a lungo di un disco lamellare tradizionale. Confezione minima forgiabile 20 pezzi

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SPORCO SPECIALE - Inchiostri e coloranti

Performance:

 
WeightN/AN/AN/AN/AN/AN/A
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
Additional information
Finitura

Cromo lucido, Cromo satinato, Antracite, Nickel satinato, Nero opaco (RAL 9005)

Foro

Cilindro, Chiave, Wc