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Fimet – Adele 1239/DK
La maniglia Fimet Adele 1239/DK rappresenta il perfetto connubio tra ergonomia e sobrietà per ogni serramento moderno. Grazie al solido meccanismo a 4 scatti, il sistema assicura una rotazione precisa e una stabilità impeccabile nel passaggio tra le diverse posizioni di apertura. Con la sua impugnatura stondata da 128 mm in Zama, questo modello garantisce una presa naturale e un comfort d’uso superiore.
La maniglia Fimet Adele 1239/DKper finestra incarna una soluzione versatile e raffinata per gli infissi contemporanei.
In primo luogo, il design dell’impugnatura leggermente stondata assicura una presa naturale che facilita l’apertura e la chiusura dei serramenti. La costruzione in Zama di alta qualità permette di ottenere finiture impeccabili e una resistenza agli urti superiore. Di conseguenza, la serie Adele DK si integra con discrezione in ogni contesto abitativo, privilegiando il comfort e la pulizia formale.
Innanzitutto, l’affidabilità meccanica costituisce il vero punto di forza di questo modello. La maniglia integra infatti un meccanismo a 4 scatti estremamente preciso, un dettaglio fondamentale che garantisce una stabilità impeccabile durante la rotazione. Il passaggio dalla posizione di chiusura a quella di ventilazione risulta netto e privo di incertezze, proteggendo la sicurezza dell’infisso. A questo riguardo, l’eccellenza produttiva Fimet previene l’insorgere di giochi meccanici anche dopo anni di utilizzo intensivo. Allo stesso modo, l’interasse standard da 43 mm la rende compatibile con la quasi totalità dei profili in legno, PVC o alluminio.
Allo stesso tempo, la rosetta ovale slancia il design della finestra e copre con eleganza i fori di fissaggio. Contestualmente, la sporgenza calibrata di 50 mm offre uno spazio di manovra ottimale, evitando contatti accidentali con il telaio dell’infisso. Oltre a questo, le tolleranze di produzione ridottissime supportano una fluidità operativa tipica del Made in Italy. Per di più, la densità della lega metallica conferma l’elevato standard qualitativo percepito al tatto. In aggiunta, la facilità di installazione permette di aggiornare l’estetica dei serramenti in tempi brevissimi.
In merito alla personalizzazione, la serie Adele propone finiture moderne come il Nero opaco (FNO), il Bianco opaco (FBO) o il raffinato Nickel satinato (F20). Queste opzioni consentono di coordinare perfettamente le maniglie delle finestre con quelle delle porte interne, creando una coerenza stilistica in tutta la casa. D’altra parte, i trattamenti superficiali proteggono la finitura dall’usura e dai raggi UV. Va sottolineato infine che l’azienda controlla e inscatola singolarmente ogni pezzo per preservarne l’integrità.
In conclusione, la Adele 1239/DK rappresenta la scelta ideale per chi cerca un prodotto solido, affidabile e strutturalmente superiore.
SPECIFICHE TECNICHE
Serie: Adele
Modello: 1239/DK
Materiale:Zama
Versione:Maniglia DK per anta a ribalta
Forma Rosetta:Ovale
Meccanismo:DK a 4 scatti incluso
Altezza Rosetta:65 mm
Larghezza Rosetta:30 mm
Lunghezza impugnatura:128 mm
Sporgenza (profondità):50 mm
Meccanismo:DK a 4 scatti incluso
Interasse fori:43 mm (Standard)
Dimensione Quadro:7 mm
Accessori inclusi:Sì
FINITURE DISPONIBILI
F05:Cromo satinato
F20:Nickel satinato
F43:Bronzo graffiato opaco
F02O:Effetto ottone satinato opaco
FNO:Nero opaco (RAL 9005)
FBO:Bianco opaco (RAL 9016)
*Più finiture a richiesta
NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Adele 1239/DK presenti sulla scheda tecnica.
La maniglia Fimet Adele 1239/DK rappresenta il perfetto connubio tra ergonomia e sobrietà per ogni serramento moderno. Grazie al solido meccanismo a 4 scatti, il sistema assicura una rotazione precisa e una stabilità impeccabile nel passaggio tra le diverse posizioni di apertura. Con la sua impugnatura stondata da 128 mm in Zama, questo modello garantisce una presa naturale e un comfort d'uso superiore.
Azione igienizzante con Triclosan
Content
MANIGLIA FIMET ADELE 1239/DK ANTA A RIBALTA
La maniglia Fimet Adele 1239/DKper finestra incarna una soluzione versatile e raffinata per gli infissi contemporanei.
In primo luogo, il design dell'impugnatura leggermente stondata assicura una presa naturale che facilita l'apertura e la chiusura dei serramenti. La costruzione in Zama di alta qualità permette di ottenere finiture impeccabili e una resistenza agli urti superiore. Di conseguenza, la serie Adele DK si integra con discrezione in ogni contesto abitativo, privilegiando il comfort e la pulizia formale.
Innanzitutto, l'affidabilità meccanica costituisce il vero punto di forza di questo modello. La maniglia integra infatti un meccanismo a 4 scatti estremamente preciso, un dettaglio fondamentale che garantisce una stabilità impeccabile durante la rotazione. Il passaggio dalla posizione di chiusura a quella di ventilazione risulta netto e privo di incertezze, proteggendo la sicurezza dell'infisso. A questo riguardo, l'eccellenza produttiva Fimet previene l'insorgere di giochi meccanici anche dopo anni di utilizzo intensivo. Allo stesso modo, l'interasse standard da 43 mm la rende compatibile con la quasi totalità dei profili in legno, PVC o alluminio.
Allo stesso tempo, la rosetta ovale slancia il design della finestra e copre con eleganza i fori di fissaggio. Contestualmente, la sporgenza calibrata di 50 mm offre uno spazio di manovra ottimale, evitando contatti accidentali con il telaio dell'infisso. Oltre a questo, le tolleranze di produzione ridottissime supportano una fluidità operativa tipica del Made in Italy. Per di più, la densità della lega metallica conferma l'elevato standard qualitativo percepito al tatto. In aggiunta, la facilità di installazione permette di aggiornare l'estetica dei serramenti in tempi brevissimi.
In merito alla personalizzazione, la serie Adele propone finiture moderne come il Nero opaco (FNO), il Bianco opaco (FBO) o il raffinato Nickel satinato (F20). Queste opzioni consentono di coordinare perfettamente le maniglie delle finestre con quelle delle porte interne, creando una coerenza stilistica in tutta la casa. D'altra parte, i trattamenti superficiali proteggono la finitura dall'usura e dai raggi UV. Va sottolineato infine che l'azienda controlla e inscatola singolarmente ogni pezzo per preservarne l'integrità.
In conclusione, la Adele 1239/DK rappresenta la scelta ideale per chi cerca un prodotto solido, affidabile e strutturalmente superiore.
SPECIFICHE TECNICHE
Serie: Adele
Modello: 1239/DK
Materiale:Zama
Versione:Maniglia DK per anta a ribalta
Forma Rosetta:Ovale
Meccanismo:DK a 4 scatti incluso
Altezza Rosetta:65 mm
Larghezza Rosetta:30 mm
Lunghezza impugnatura:128 mm
Sporgenza (profondità):50 mm
Meccanismo:DK a 4 scatti incluso
Interasse fori:43 mm (Standard)
Dimensione Quadro:7 mm
Accessori inclusi:Sì
FINITURE DISPONIBILI
F05:Cromo satinato
F20:Nickel satinato
F43:Bronzo graffiato opaco
F02O:Effetto ottone satinato opaco
FNO:Nero opaco (RAL 9005)
FBO:Bianco opaco (RAL 9016)
*Più finiture a richiesta NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Adele 1239/DK presenti sulla scheda tecnica.
Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/67ed59fe98d802d277bb435f_Fimet_Adele.pdf
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Disco Lamellare ceramicato Z60 mm 115 ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice.
Su acciaio inossidabile questi dischi durano dal 50% al 200% più a lungo di un disco lamellare tradizionale.
Confezione minima forgiabile 20 pezzi
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Dischi da Taglio CD Pegatec mm. 115 x 3,2 abrasivi con prestazioni di qualità. Eccellenti per Acciai al Carbonio ed Acciai Inossidabile. Confezioni da 30 pz in scatola - prezzi in offerta minimo 480 pz
Linea Blanca Extra Fluida rappresenta l'evoluzione della Linea Blanca in pasta. Contiene molti degli ingredienti già presenti nel corrispondente prodotto in pasta, oltre a nuove materie prime di altissima qualità che danno al prodotto maggior forza pulente. L’aspetto cremoso di questo straordinario lavamani consente l’erogazione per mezzo di un dosatore, impedendo così la contaminazione del prodotto da parte di germi e batteri causata dall’uso promiscuo del prodotto. Si tratta di un lavamani universalmente utilizzabile in ambito professionale ed efficace in presenza sia di sporco grasso (olio, idrocarburi, petrolio…) che di sporco secco (vernice, silicone, colla, smalto…). Indicato per uso frequente poiché privo di solventi o agenti irritanti.
MODO D’USO: Erogare sulle mani asciutte la quantità desiderata di crema, frizionare fino a completa emulsione dello sporco, quindi risciacquare con acqua corrente. Nettuno consiglia di utilizzare la crema protettiva PROTEXEM RINNOVA dopo essersi lavati le mani.
ASPETTO: Crema color bianco ghiaccio, profumazione lavanda.
Linea Blanca Extra Fluida è disponibile nella LINEA 3T.
ASPETTO: Crema densa di colore nocciola, profumo fiorito fruttato.
MacroCream è disponibile anche nella versione Ecolabel.
Sapone liquido con un’efficace azione igienizzante, grazie alla presenza del Triclosan. Nexigien è nato per soddisfare le esigenze dei professionisti attivi in ambienti soggetti al controllo di igiene e qualità delle procedure HACCP, ad esempio nel settore alimentare e della ristorazione. E’ un prodotto essenziale, privo di coloranti e profumo, e per questo particolarmente delicato sulla pelle. Dermatologicamente testato.
MODO D’USO: Erogare sulle mani asciutte la quantità desiderata di sapone, frizionare per qualche secondo, quindi risciacquare con acqua corrente.
ASPETTO: Liquido denso trasparente, inodore.
Consigliato per
INDUSTRIA ALIMENTARE HACCP
Performance:
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Disco Troncatore sottile 115 x 1,6 ad alta velocità, serie economica, consigliato su Acciai al Carbonio (ferro)
Indicato su tubazioni di spessore sottile, su barre, su lamiere
Questo disco, per motivi di sicurezza, deve essere utilizzato solo in operazioni di Taglio e non di Molatura o Sbavo
Confezioni singole da 50 Pezzi in scatole da 400 Pezzi
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