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Fimet – Fly 130/273MA

La Maniglia Fimet Fly 130/273MA si distingue per un’estetica morbida e organica, progettata per chi ama le forme fluide e un’ergonomia naturale al tatto. Realizzata in Zama, questo modello adotta una rosetta tonda con sistema a clip e una sottorosetta in plastica (PVC under-construction), che garantisce un montaggio pulito e un profilo sottile di soli 7 mm di spessore. La linea Fly è perfetta per ambienti residenziali che cercano un tocco di eleganza discreta, offrendo una funzionalità completa per tutte le tipologie di serratura: Cilindro, Chiave e Nottolino WC.

Descrizione

MANIGLIA FIMET FLY 130/273MA

La serie Fly di Fimet interpreta in modo magistrale il design contemporaneo attraverso la fluidità dei suoi volumi.

Innanzitutto, è fondamentale evidenziare che il modello Fimet Fly 130/273MA si caratterizza per un’impugnatura affusolata e leggermente curvata, lunga 120 mm, la quale sembra quasi librarsi con leggerezza dalla sua base. Tale forma sinuosa non costituisce meramente un esercizio di stile, bensì è stata studiata appositamente per accogliere perfettamente il palmo della mano, offrendo quindi una sensazione di comfort immediato all’utilizzatore. Infatti, la combinazione tra il diametro di 18 mm della leva e la rosetta tonda da 50 mm riesce a creare un equilibrio visivo armonioso, coerente e senza tempo.
In secondo luogo, la costruzione realizzata in Zama assicura una solidità costante nel corso degli anni, risultando supportata dal collaudato sistema con sottorosetta in plastica. Tuttavia, la caratteristica tecnica più rilevante di questa specifica variante è rappresentata dalla rosetta clip con altezza ridotta a 7 mm. Questo spessore contenuto permette infatti alla maniglia di aderire maggiormente alla superficie della porta, riducendo sensibilmente l’ingombro visivo e valorizzando così l’architettura complessiva dell’infisso. Di conseguenza, il modello Fly risulta estremamente versatile e adatto sia per l’installazione su porte classiche che per soluzioni d’arredo decisamente più moderne.
Per quanto riguarda invece la resa estetica, le numerose finiture disponibili permettono di inserire agevolmente la maniglia in differenti schemi cromatici d’interno. Da un lato, l’Ottone Lucido (F01) e il Cromo Lucido (F04) donano luminosità e un tocco di lusso tradizionale agli ambienti. Dall’altro lato, il Cromo Satinato (F05) e il Nero Opaco (FNO) offrono un look più tecnico, rigoroso e minimale, risultando pertanto perfetti per abitazioni dal gusto contemporaneo. Sotto questo particolare aspetto, la qualità delle finiture Made in Italy di Fimet garantisce una protezione duratura contro l’usura e i piccoli graffi derivanti dall’uso quotidiano.
Parallelamente alle doti puramente estetiche, la funzionalità complessiva è garantita dalla piena compatibilità con tutti e tre i principali fori di chiusura, consentendo in tal modo una coordinazione totale in ogni zona della casa, dalle aree giorno fino alle zone notte e ai bagni. In aggiunta, occorre notare che la sporgenza totale di 50 mm è stata calibrata meticolosamente per offrire lo spazio necessario a un azionamento agevole, senza risultare mai invasiva o d’intralcio.

In conclusione, scegliere la maniglia Fimet Fly 130/273MA significa senza dubbio investire in un accessorio d’arredo dove la morbidezza del design incontra la precisione tecnica di una rosetta slim, definendo un nuovo standard di eleganza per il serramento.

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Serie: Fly
  • Modello: 130/273MA
  • Produttore: Fimet Handles
  • Materiale: Zama
  • Tipo di Rosetta: Tonda a clip (Ø 50 mm)
  • Altezza Rosetta: 7 mm
  • Sottorosetta: In plastica (PVC under-construction)
  • Lunghezza Impugnatura: 120 mm
  • Diametro Impugnatura: 18 mm
  • Sporgenza Totale: 50 mm
  • Fori disponibili: Cilindro, Chiave, Nottolino WC

FINITURE DISPONIBILI

  • F01: Ottone lucido
  • F04: Cromo lucido
  • F05: Cromo satinato
  • FNO: Nero opaco (RAL 9005)

*Più finiture a richiesta

NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Fly 130/273MA riportati sulla scheda tecnica.

Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/67ffab53e0869534345350f5_Fimet_Fly.pdf

Informazioni aggiuntive

Finitura

Ottone lucido, Cromo lucido, Cromo satinato, Nero opaco (RAL 9005)

Foro

Cilindro, Chiave, Wc

Recensioni

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Quick Comparison

SettingsFimet - Fly 130/273MA removeDisco Lamellare ceramicato Z40 mm 125 removeDisco Lamellare ceramicato Z60 mm.125 removeElettrodi per acciaio inossidabile 308L-16 removeDischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 removeBombole Propano in Noleggio Roma remove
NameFimet - Fly 130/273MA removeDisco Lamellare ceramicato Z40 mm 125 removeDisco Lamellare ceramicato Z60 mm.125 removeElettrodi per acciaio inossidabile 308L-16 removeDischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 removeBombole Propano in Noleggio Roma remove
ImageDisco lamellareDisco lamellareelettrodi acciaio inox 316Ldischi troncatori 125 x 3.2bombole propano roma - Salfershop.com
SKU130.273MA80421253
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DescriptionLa Maniglia Fimet Fly 130/273MA si distingue per un'estetica morbida e organica, progettata per chi ama le forme fluide e un'ergonomia naturale al tatto. Realizzata in Zama, questo modello adotta una rosetta tonda con sistema a clip e una sottorosetta in plastica (PVC under-construction), che garantisce un montaggio pulito e un profilo sottile di soli 7 mm di spessore. La linea Fly è perfetta per ambienti residenziali che cercano un tocco di eleganza discreta, offrendo una funzionalità completa per tutte le tipologie di serratura: Cilindro, Chiave e Nottolino WC.ACCIAIO INOX CON RIVESTIMENTO RUTIL-BASICO Consultaci per email alla sezione informazioni - "l'esperto risponde" per qualsiasi dubbio tecnico. Il prezzo indicato si riferisce al pacco da Kg.2

FORNITORI DI GAS INDUSTRIALI TECNICI E ALIMENTARI PER ROMA E PROVINCIA

ContentMANIGLIA FIMET FLY 130/273MA

La serie Fly di Fimet interpreta in modo magistrale il design contemporaneo attraverso la fluidità dei suoi volumi.

Innanzitutto, è fondamentale evidenziare che il modello Fimet Fly 130/273MA si caratterizza per un'impugnatura affusolata e leggermente curvata, lunga 120 mm, la quale sembra quasi librarsi con leggerezza dalla sua base. Tale forma sinuosa non costituisce meramente un esercizio di stile, bensì è stata studiata appositamente per accogliere perfettamente il palmo della mano, offrendo quindi una sensazione di comfort immediato all'utilizzatore. Infatti, la combinazione tra il diametro di 18 mm della leva e la rosetta tonda da 50 mm riesce a creare un equilibrio visivo armonioso, coerente e senza tempo. In secondo luogo, la costruzione realizzata in Zama assicura una solidità costante nel corso degli anni, risultando supportata dal collaudato sistema con sottorosetta in plastica. Tuttavia, la caratteristica tecnica più rilevante di questa specifica variante è rappresentata dalla rosetta clip con altezza ridotta a 7 mm. Questo spessore contenuto permette infatti alla maniglia di aderire maggiormente alla superficie della porta, riducendo sensibilmente l'ingombro visivo e valorizzando così l'architettura complessiva dell'infisso. Di conseguenza, il modello Fly risulta estremamente versatile e adatto sia per l'installazione su porte classiche che per soluzioni d'arredo decisamente più moderne. Per quanto riguarda invece la resa estetica, le numerose finiture disponibili permettono di inserire agevolmente la maniglia in differenti schemi cromatici d'interno. Da un lato, l'Ottone Lucido (F01) e il Cromo Lucido (F04) donano luminosità e un tocco di lusso tradizionale agli ambienti. Dall'altro lato, il Cromo Satinato (F05) e il Nero Opaco (FNO) offrono un look più tecnico, rigoroso e minimale, risultando pertanto perfetti per abitazioni dal gusto contemporaneo. Sotto questo particolare aspetto, la qualità delle finiture Made in Italy di Fimet garantisce una protezione duratura contro l'usura e i piccoli graffi derivanti dall'uso quotidiano. Parallelamente alle doti puramente estetiche, la funzionalità complessiva è garantita dalla piena compatibilità con tutti e tre i principali fori di chiusura, consentendo in tal modo una coordinazione totale in ogni zona della casa, dalle aree giorno fino alle zone notte e ai bagni. In aggiunta, occorre notare che la sporgenza totale di 50 mm è stata calibrata meticolosamente per offrire lo spazio necessario a un azionamento agevole, senza risultare mai invasiva o d'intralcio.

In conclusione, scegliere la maniglia Fimet Fly 130/273MA significa senza dubbio investire in un accessorio d'arredo dove la morbidezza del design incontra la precisione tecnica di una rosetta slim, definendo un nuovo standard di eleganza per il serramento.

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Serie: Fly
  • Modello: 130/273MA
  • Produttore: Fimet Handles
  • Materiale: Zama
  • Tipo di Rosetta: Tonda a clip (Ø 50 mm)
  • Altezza Rosetta: 7 mm
  • Sottorosetta: In plastica (PVC under-construction)
  • Lunghezza Impugnatura: 120 mm
  • Diametro Impugnatura: 18 mm
  • Sporgenza Totale: 50 mm
  • Fori disponibili: Cilindro, Chiave, Nottolino WC
FINITURE DISPONIBILI
  • F01: Ottone lucido
  • F04: Cromo lucido
  • F05: Cromo satinato
  • FNO: Nero opaco (RAL 9005)
*Più finiture a richiesta NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Fly 130/273MA riportati sulla scheda tecnica. Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/67ffab53e0869534345350f5_Fimet_Fly.pdf
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Disco Lamellare ceramicato Z40 mm 125 Disco ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice. Su acciaio inossidabile questi dischi durano dal 50% al 200% più a lungo di un disco lamellare tradizionale. Confezione minima fornibile 20 pezziGli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Disco ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice. Su acciaio inossidabile questi dischi durano dal 50% al 200% più a lungo di un disco lamellare tradizionale. Confezione minima fornibile 20 pezzi
Cos’è l’acciaio inossidabile? lega ferrosa con contenuti di cromo ≥ 10,5% e di carbonio ≤ 1,2% necessari per costituire, a contatto dell’ossigeno dell’aria o dell’acqua, uno strato superfi- ciale sottilissimo e trasparente in grado di resistere alla corrosione e denominato “strato passivato”. Principali famiglie
Ossigeno Strato superficiale “passivato” Massa di acciaio inossidabile Austenitico: Ferritico: Martensitico: Duplex: ferro-cromo-nichel, carbonio < 0,1% (p.e. il tipo 1.4301/304, noto come 18/8; 18/10) non magnetico allo stato di fornitura; > 65% dell’uso mondiale di acciaio inossidabile ferro-cromo, carbonio < 0,1%, magneticoferro-cromo, carbonio > 0,1%, magnetico e temprabile ferro-cromo-nichel, a struttura mista austeno-ferritica, magnetico
Principali proprietà Resistenza alla corrosione – aspetto estetico – resistenza al calore – basso costo di manutenzione – riciclabile – biologicamente neutro – facilità di fabbricazione e pulizia – rapporto resistenza/peso
Gli acciai inox (o acciai inossidabili) sono leghe di ferro caratterizzate, oltre alle proprietà meccaniche tipiche degli acciai al carbonio, da una notevole resistenza alla corrosione, specie in aria umida o in acqua dolce. Tale capacità di resistere alla corrosione è dovuta alla presenza di elementi di lega, principalmente cromo, in grado di passivarsi, cioè di ricoprirsi di uno strato di ossidi sottile e aderente, praticamente invisibile, di spessore pari a pochi strati atomici (dell'ordine dei 3-5 × 10−7 mm), che protegge il metallo, o la lega, sottostante dall'azione degli agenti chimici esterni. Gli acciai inossidabili sono caratterizzati da un tenore di carbonio generalmente inferiore al 1,2%. Il contenuto minimo di cromo "libero", ossia non combinato con il carbonio, si aggira tra l'11-12% per poter avere formazione dello strato di ossido "passivante" continuo, protettivo nei confronti dalla corrosione. Il cromo nella lega, infatti, combinandosi con il carbonio, può formare carburi di cromo, che limitano la disponibilità di tali elemento di lega a formare ossidi e, quindi, di passivarsi. Elettrodi per la saldatura degli acciai inossidabili del tipo 18/8 rivestimento rutil-basico Il deposito austenitico-ferritico a tenore di ferrite a basso contenuto di C (0,03 max) Salda a contatto con fusione dolce, elettrodo verticale, arco corto e scoria facilmente asportabile. Rivestimento studiato per assorbire il meno possibile di umidità. La temperatura di servizio va da -196°C a + 350°C Indicato per tutti i lavori di carpenteria di inossidabile, tubazioni, condotte, scambiatori.
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive. Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminiodi cromodi ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro. L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive. La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri. La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²). Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche. Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro:   A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro. Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi. Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini. La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio. La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro Ottimi questi Dischi da Taglio CD Pegatec mm.125 x 3,2 a centro depresso Pegatec per le prestazioni e la qualità. Confezioni da 40 pz in imballi offerta da 240 pz.FORNITORI DI GAS INDUSTRIALI TECNICI ED ALIMENTARI PER ROMA E PROVINCIA Svariate sono le possibilità di impiego dei GPL. In campo industriale vengono utilizzazti per effetuare: i trattamenti termici e il taglio di materiali ferrosi, per l'essiccazione dei cereali, per la disidratazione dei prodotti cartacei, per la produzione dei manufatti in vetro ecc... Tuttavia le applicazione più frequenti sono quelle del riscaldamento di ambienti civili, industriali e agricoli. In tutte queste applicazioni, come stoccaggio del GPL vengono impiegati i piccoli serbatoi che posso essere fuori terra e/o interrati. Gli interrati sono il sistema più innovativo per lo stoccaggio del GPL e consentono un'istallazione non visibile e che richiede minori spazi. La sicurezza continua ad essere garantita nel tempo grazie all'alto grado di anticorrosione del serbatoio verniciato con un particolare trattamento. I GPL offrono, per le loro particolari caratteristiche chimico-fisiche, un rendimetno energetico assai elevato, tale da permettere non soltanto considerevoli miglioramenti nei cicli di lavoro ma anche l'applicazione e lo sviluppo di nuove tecniche produttive non realizzabili con altri tipi di combustibili. L'elevato potere calorifero dei GPL in fase gas, conferisce loro il grande vantaggio di poter accumulare, in un piccolo volume, grandi quantitativi di energia. Possiamo inoltre sostenere che l'uso del GPL migliora la qualità della vita grazie alla combustione estremamente pulita che garantisce il rispetto dell'ambiente. Il propano è un idrocarburo alifatico appartenente alla serie degli alcani. Si ottiene per distillazione frazionata dal petrolio e dal gas naturale. A temperatura e pressione ambiente è un gas incolore e inodore, essendo tuttavia facile da liquefare, viene usato come carburante per automobili e come combustibile, sia per usi domestici che industriali, nonché per alimentare fornelli e lampade da campeggio. Usato come combustibile, è più noto come GPL (gas di petrolio liquefatto), il GPL è infatti una miscela di propano impuro di propenebutano e butene, spesso odorizzata con etantiolo per renderne facile il rilevamento in caso di fuga o di perdita. Come carburante per autotrazione, è miscelato con butano ed altri idrocarburi (il cosiddetto "mix auto") e non viene odorizzato, per non sporcare il polmone dell'impianto GPL dell'automobile. Trova impiego anche come propellente per spray e, identificato con la sigla R290, come fluido refrigerante, anche se il suo principale utilizzo industriale è la produzione di prodotti chimici di base.
Punto critico 96.6 °C (370.1 K) 42.5 ba
Temperatura di fusione −187,6 °C (85,5 K)
Formula bruta C3H8
Limiti di esplosione 2,1 - 9,5% vol.
 
WeightN/AN/AN/AN/AN/AN/A
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
Additional information
Finitura

Ottone lucido, Cromo lucido, Cromo satinato, Nero opaco (RAL 9005)

Foro

Cilindro, Chiave, Wc

Peso N/A
Dimensioni N/A