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Fimet – Fly 130/273MA
La Maniglia Fimet Fly 130/273MA si distingue per un’estetica morbida e organica, progettata per chi ama le forme fluide e un’ergonomia naturale al tatto. Realizzata in Zama, questo modello adotta una rosetta tonda con sistema a clip e una sottorosetta in plastica (PVC under-construction), che garantisce un montaggio pulito e un profilo sottile di soli 7 mm di spessore. La linea Fly è perfetta per ambienti residenziali che cercano un tocco di eleganza discreta, offrendo una funzionalità completa per tutte le tipologie di serratura: Cilindro, Chiave e Nottolino WC.
La serie Fly di Fimet interpreta in modo magistrale il design contemporaneo attraverso la fluidità dei suoi volumi.
Innanzitutto, è fondamentale evidenziare che il modello Fimet Fly 130/273MA si caratterizza per un’impugnatura affusolata e leggermente curvata, lunga 120 mm, la quale sembra quasi librarsi con leggerezza dalla sua base. Tale forma sinuosa non costituisce meramente un esercizio di stile, bensì è stata studiata appositamente per accogliere perfettamente il palmo della mano, offrendo quindi una sensazione di comfort immediato all’utilizzatore. Infatti, la combinazione tra il diametro di 18 mm della leva e la rosetta tonda da 50 mm riesce a creare un equilibrio visivo armonioso, coerente e senza tempo.
In secondo luogo, la costruzione realizzata in Zama assicura una solidità costante nel corso degli anni, risultando supportata dal collaudato sistema con sottorosetta in plastica. Tuttavia, la caratteristica tecnica più rilevante di questa specifica variante è rappresentata dalla rosetta clip con altezza ridotta a 7 mm. Questo spessore contenuto permette infatti alla maniglia di aderire maggiormente alla superficie della porta, riducendo sensibilmente l’ingombro visivo e valorizzando così l’architettura complessiva dell’infisso. Di conseguenza, il modello Fly risulta estremamente versatile e adatto sia per l’installazione su porte classiche che per soluzioni d’arredo decisamente più moderne.
Per quanto riguarda invece la resa estetica, le numerose finiture disponibili permettono di inserire agevolmente la maniglia in differenti schemi cromatici d’interno. Da un lato, l’Ottone Lucido (F01) e il Cromo Lucido (F04) donano luminosità e un tocco di lusso tradizionale agli ambienti. Dall’altro lato, il Cromo Satinato (F05) e il Nero Opaco (FNO) offrono un look più tecnico, rigoroso e minimale, risultando pertanto perfetti per abitazioni dal gusto contemporaneo. Sotto questo particolare aspetto, la qualità delle finiture Made in Italy di Fimet garantisce una protezione duratura contro l’usura e i piccoli graffi derivanti dall’uso quotidiano.
Parallelamente alle doti puramente estetiche, la funzionalità complessiva è garantita dalla piena compatibilità con tutti e tre i principali fori di chiusura, consentendo in tal modo una coordinazione totale in ogni zona della casa, dalle aree giorno fino alle zone notte e ai bagni. In aggiunta, occorre notare che la sporgenza totale di 50 mm è stata calibrata meticolosamente per offrire lo spazio necessario a un azionamento agevole, senza risultare mai invasiva o d’intralcio.
In conclusione, scegliere la maniglia Fimet Fly 130/273MA significa senza dubbio investire in un accessorio d’arredo dove la morbidezza del design incontra la precisione tecnica di una rosetta slim, definendo un nuovo standard di eleganza per il serramento.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Serie: Fly
Modello: 130/273MA
Produttore: Fimet Handles
Materiale: Zama
Tipo di Rosetta: Tonda a clip (Ø 50 mm)
Altezza Rosetta: 7 mm
Sottorosetta: In plastica (PVC under-construction)
Lunghezza Impugnatura: 120 mm
Diametro Impugnatura: 18 mm
Sporgenza Totale: 50 mm
Fori disponibili: Cilindro, Chiave, Nottolino WC
FINITURE DISPONIBILI
F01: Ottone lucido
F04: Cromo lucido
F05: Cromo satinato
FNO: Nero opaco (RAL 9005)
*Più finiture a richiesta
NB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Fly 130/273MA riportati sulla scheda tecnica.
La Maniglia Fimet Fly 130/273MA si distingue per un'estetica morbida e organica, progettata per chi ama le forme fluide e un'ergonomia naturale al tatto. Realizzata in Zama, questo modello adotta una rosetta tonda con sistema a clip e una sottorosetta in plastica (PVC under-construction), che garantisce un montaggio pulito e un profilo sottile di soli 7 mm di spessore. La linea Fly è perfetta per ambienti residenziali che cercano un tocco di eleganza discreta, offrendo una funzionalità completa per tutte le tipologie di serratura: Cilindro, Chiave e Nottolino WC.
Azione igienizzante con Triclosan
Content
MANIGLIA FIMET FLY 130/273MA
La serie Fly di Fimet interpreta in modo magistrale il design contemporaneo attraverso la fluidità dei suoi volumi.
Innanzitutto, è fondamentale evidenziare che il modello Fimet Fly 130/273MA si caratterizza per un'impugnatura affusolata e leggermente curvata, lunga 120 mm, la quale sembra quasi librarsi con leggerezza dalla sua base. Tale forma sinuosa non costituisce meramente un esercizio di stile, bensì è stata studiata appositamente per accogliere perfettamente il palmo della mano, offrendo quindi una sensazione di comfort immediato all'utilizzatore. Infatti, la combinazione tra il diametro di 18 mm della leva e la rosetta tonda da 50 mm riesce a creare un equilibrio visivo armonioso, coerente e senza tempo.
In secondo luogo, la costruzione realizzata in Zama assicura una solidità costante nel corso degli anni, risultando supportata dal collaudato sistema con sottorosetta in plastica. Tuttavia, la caratteristica tecnica più rilevante di questa specifica variante è rappresentata dalla rosetta clip con altezza ridotta a 7 mm. Questo spessore contenuto permette infatti alla maniglia di aderire maggiormente alla superficie della porta, riducendo sensibilmente l'ingombro visivo e valorizzando così l'architettura complessiva dell'infisso. Di conseguenza, il modello Fly risulta estremamente versatile e adatto sia per l'installazione su porte classiche che per soluzioni d'arredo decisamente più moderne.
Per quanto riguarda invece la resa estetica, le numerose finiture disponibili permettono di inserire agevolmente la maniglia in differenti schemi cromatici d'interno. Da un lato, l'Ottone Lucido (F01) e il Cromo Lucido (F04) donano luminosità e un tocco di lusso tradizionale agli ambienti. Dall'altro lato, il Cromo Satinato (F05) e il Nero Opaco (FNO) offrono un look più tecnico, rigoroso e minimale, risultando pertanto perfetti per abitazioni dal gusto contemporaneo. Sotto questo particolare aspetto, la qualità delle finiture Made in Italy di Fimet garantisce una protezione duratura contro l'usura e i piccoli graffi derivanti dall'uso quotidiano.
Parallelamente alle doti puramente estetiche, la funzionalità complessiva è garantita dalla piena compatibilità con tutti e tre i principali fori di chiusura, consentendo in tal modo una coordinazione totale in ogni zona della casa, dalle aree giorno fino alle zone notte e ai bagni. In aggiunta, occorre notare che la sporgenza totale di 50 mm è stata calibrata meticolosamente per offrire lo spazio necessario a un azionamento agevole, senza risultare mai invasiva o d'intralcio.
In conclusione, scegliere la maniglia Fimet Fly 130/273MA significa senza dubbio investire in un accessorio d'arredo dove la morbidezza del design incontra la precisione tecnica di una rosetta slim, definendo un nuovo standard di eleganza per il serramento.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Serie: Fly
Modello: 130/273MA
Produttore: Fimet Handles
Materiale: Zama
Tipo di Rosetta: Tonda a clip (Ø 50 mm)
Altezza Rosetta: 7 mm
Sottorosetta: In plastica (PVC under-construction)
Lunghezza Impugnatura: 120 mm
Diametro Impugnatura: 18 mm
Sporgenza Totale: 50 mm
Fori disponibili: Cilindro, Chiave, Nottolino WC
FINITURE DISPONIBILI
F01: Ottone lucido
F04: Cromo lucido
F05: Cromo satinato
FNO: Nero opaco (RAL 9005)
*Più finiture a richiestaNB: Le immagini relative alle varianti di colore sono a scopo puramente illustrativo della finitura scelta e potrebbero mostrare un modello diverso della stessa collezione. Il prodotto che riceverai corrisponde esattamente alla forma e alle dimensioni del modello Fly 130/273MA riportati sulla scheda tecnica.
Visualizza la scheda tecnica: https://cdn.prod.website-files.com/67e1179958a708eee3e4e8fd/67ffab53e0869534345350f5_Fimet_Fly.pdf
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Disco ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice.
Su acciaio inossidabile questi dischi durano dal 50% al 200% più a lungo di un disco lamellare tradizionale.
Confezione minima fornibile 20 pezzi
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Disco Lamellare ceramicato Z60 mm 115 ad alta efficenza abrasiva, grande velocità di taglio senza la necessità di agire sulla pressione della smerigliatrice.
Su acciaio inossidabile questi dischi durano dal 50% al 200% più a lungo di un disco lamellare tradizionale.
Confezione minima forgiabile 20 pezzi
Gli abrasivi sono sostanze naturali o artificiali di grande durezza usati nelle lavorazioni meccaniche, Essi hanno innumerevoli usi per innumerevoli materiali, a seconda della quale cambia il supporto, alcune applicazioni sono: l'affilatura, il taglio, saponi abrasivi, paste abrasive.
Gli abrasivi naturali più noti sono il quarzo, il corindone, la silice, la pomice, l'arenaria, il diamante, lo smeriglio, la farina fossile, il granato. Tra quelli artificiali ci sono gli ossidi di alluminio, di cromo, di ferro, l'azoturo di boro, il carburo di silicio, il vetro, il carburo di boro.
L'utilizzo degli abrasivi può essere fatto sotto forma di polvere; applicati a fogli di carta o tela; oppure sinterizzati per formare mole o pietre abrasive.
La caratteristica più importante degli abrasivi è la durezza e vi sono vari metodi per misurarla. Il più antico è rappresentato dalla scala di Mohs, di facile applicazione e specifica per i minerali: consiste nella successione di 10 specie minerali ove quello che segue è in grado di scalfire il minerale che lo precede. Questa scala è approssimativa e non lineare per cui sono state introdotte altre scale di durezza, fra le quali la Scala di Knoop, che esprime la misura della durezza in kg/mm2 ed è particolarmente adatta per i materiali fragili e molto duri.
La misura della durezza viene eseguita tramite i durometri, strumento che preme con una determinata pressione una punta di diamante (al fine di non essere deformabile) nel materiale di cui si ricerca la durezza. Il rapporto numerico fra il carico applicato (peso in kg) e la sezione massima dell'incisione (lunghezza in mm) produce il valore della durezza (kg/mm²).
Altro fattore di importante considerazione è la natura chimica, in quanto caratterizza il comportamento dell'abrasivo in funzione del materiale di contatto. In quanto ci troviamo in condizioni di lavoro ad elevata temperatura ed energia cinetica e quindi vengono favorite tutte le reazioni chimiche endotermiche.
Un esempio è la reazione che avviene al contatto del carburo di silicio con il ferro: A SiC + 4Fe → FeSi + Fe3C - Inoltre sia il ferro che il carburo di silicio sono ossidabili con la normale atmosfera. Quindi oltre la durezza bisogna tener presente anche la natura chimica dell'abrasivo, per cui, riferendoci al caso precedentemente citato; il carburo di silicio non è utilizzato per materiali ferrosi ma è ottimo per il vetro. Al contrario l'allumina non è adatta alla smerigliatura del vetro ma è eccellente per il ferro.
Riferendosi sempre all'allumina, l'ossigeno contenuto nell'atmosfera aiuta nelle operazioni di smerigliatura; in quanto la formazione dell'ossido di ferro impedisce che i trucioli distaccatesi si saldino al metallo o all'abrasivo stesso; al contrario i gas inerti quali argo, azoto e anidride carbonica ostacolano l'abrasione. In generale i composti solforati e clorurati hanno un'azione antiossidante nei confronti dei metalli e quindi utilizzati nei processi abrasivi per questi ultimi.
Un ultimo fattore influenzante, ma non meno importante, è la grana di un abrasivo, cioè il diametro medio delle sue particelle o grani. La granatura di un abrasivo è classificata tramite una scala internazionale in cui ogni valore della scala corrisponde a un determinato valore medio dei granuli e al numero di maglie per pollice lineare del setaccio impiegato per la vagliatura dei grani. Per grane estremamente fini (< 50 µm) è utilizzato il metodo della sedimentazione in acqua. In questa scala internazionale il valore della grana è inversamente proporzionale al diametro medio dei grani, cioè un valore alto della grana corrisponde un diametro dei grani più fini.
La grana influisce sulla finezza della lavorazione e sulla rugosità della superficie, in quanto questi parametri sono regolati dalla velocità d'esercizio (nel caso di una mola velocità di rotazione) e dalla grana; una grana maggiore (grani di minor diametro) corrisponde a una minore rugosità e maggiore finezza, così come una velocità elevata d'esercizio.
La scabrezza di una superficie o grado di finitura è determinata con il profilometro o rugosimetro il quale misura lo scostamento dei punti della superficie reale rispetto una superficie liscia ideale, espresso come scarto quadratico medio in μm (RMS root mean square). Quindi ad una maggiore finezza corrisponde un minor valore del profilometro
Disco Troncatore PEGATEC 125 x 1,6
Sapone liquido con un’efficace azione igienizzante, grazie alla presenza del Triclosan. Nexigien è nato per soddisfare le esigenze dei professionisti attivi in ambienti soggetti al controllo di igiene e qualità delle procedure HACCP, ad esempio nel settore alimentare e della ristorazione. E’ un prodotto essenziale, privo di coloranti e profumo, e per questo particolarmente delicato sulla pelle. Dermatologicamente testato.
MODO D’USO: Erogare sulle mani asciutte la quantità desiderata di sapone, frizionare per qualche secondo, quindi risciacquare con acqua corrente.
ASPETTO: Liquido denso trasparente, inodore.
Consigliato per
INDUSTRIA ALIMENTARE HACCP
Performance:
Linea Blanca Extra Fluida rappresenta l'evoluzione della Linea Blanca in pasta. Contiene molti degli ingredienti già presenti nel corrispondente prodotto in pasta, oltre a nuove materie prime di altissima qualità che danno al prodotto maggior forza pulente. L’aspetto cremoso di questo straordinario lavamani consente l’erogazione per mezzo di un dosatore, impedendo così la contaminazione del prodotto da parte di germi e batteri causata dall’uso promiscuo del prodotto. Si tratta di un lavamani universalmente utilizzabile in ambito professionale ed efficace in presenza sia di sporco grasso (olio, idrocarburi, petrolio…) che di sporco secco (vernice, silicone, colla, smalto…). Indicato per uso frequente poiché privo di solventi o agenti irritanti.
MODO D’USO: Erogare sulle mani asciutte la quantità desiderata di crema, frizionare fino a completa emulsione dello sporco, quindi risciacquare con acqua corrente. Nettuno consiglia di utilizzare la crema protettiva PROTEXEM RINNOVA dopo essersi lavati le mani.
ASPETTO: Crema color bianco ghiaccio, profumazione lavanda.
Linea Blanca Extra Fluida è disponibile nella LINEA 3T.
ASPETTO: Crema densa di colore nocciola, profumo fiorito fruttato.
MacroCream è disponibile anche nella versione Ecolabel.
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